La prima volta che ho visto Gad Lerner รจ stato in televisione, e risale agli anni in cui, con il programma โPinocchioโ e gli italiani nel tinello, provava a raccontare il Belpaese su Rai2, dopo la parentesi sulla rete ammiraglia di Viale Mazziniโฆ
Il nuovo millennio si intravedeva allโorizzonte: lโItalia, con Prodi a Palazzo Chigi, era nelle mani di quellโarmata Brancaleone che si chiamava Ulivo, e la moneta unica โ ciambella di salvataggio per il nostro disastrato Stivale โ era ancora nei caveaux della Banca Centrale di Francoforte. Mi divertiva seguire โPinocchioโ e il grillo parlante impersonificato da un giovanissimo e volitivo Mario Giordano.
In tivรน Lerner non aveva nรฉ la voracitร , nรฉ la demagogia, nรฉ la forza televisiva, nรฉ gli ascolti del vero re del tubo catodico dellโepoca Michele Santoro, ma riusciva a calamitare comunque lโattenzione di un certo tipo di pubblico. E adesso che ci penso mi appare del tutto evidente che la sua vera passione siano state le gazzette.
Con grande abilitร , fiuto e con le conoscenze giuste, partendo da Lotta Continua, Lerner, come tanti altri della generazione sessantottina, ha saputo navigare i mari tempestosi dei piรน grandi giornali โ Repubblica, Corriere della Sera e la Stampa su tutti โ capitanati da imprenditori che lโeditoria lโhanno sempre usata piรน che altro per posizionarsi nellโestablishment economico-finanziario e, ovviamente, influenzarlo per i propri interessi.
In occasione dei suoi settantโanni, ho deciso di raggiungerlo in una Milano giร afosa e appiccicosa. La capitale amorale dellโItalia, piรน che laboriosa, febbricitante e creativa (parola che non dice nulla e che andrebbe ghigliottinata), mi รจ sembrata piuttosto placida, fiacca. Ma tantโรจ.
Gad Lerner mi ha accolto in una tipica ed elegante casa borghese, dalle parti di Cittร Studi. Nellโora e mezza che ci siamo concessi, nel frullatore di domande e risposte, molte delle quali uscite di getto, ho provato a fargli raccontare storie, persone e fatti del nostro Paese. Per etร , formazione e idee, ho condiviso โ e meno male, oserei dire! โ poco i suoi pensieriโฆ Ma, puรฒ piacere o meno, a differenza di tanti altri suoi coetanei ancora in carriera, ma oggi magari โpretiniโ, Lerner, con la forza dei ricordi e delle cose scritte (tante, forse troppe, chissร ), ha ancora voglia di difendere il suo passato e la sua giovinezza.
* * *

Gad Lerner, che ricordi ha della Beirut negli anni della sua gioventรน?
Ho lasciato Beirut allโetร di tre anni. I ricordi me li sono costruiti frequentandola piรน e piรน volte negli anni della maturitร . Se penso ai suoi odori, al suo cibo, alla sua luce, alla possibilitร di andare a sciare in altura e, a pochi chilometri piรน giรน, fare addirittura il bagno a mare, o al fatto che non cโerano confini con Israele prima del 1948, beh, ho avuto conferma che รจ un posto meravigliosoโฆ!
Di quel mondo levantino, cosโha assorbito?
Spero molto, oltre alle solite banalitร legate al ciboโฆ
Sรฌ, ma a livello caratteriale?
Forse il sentirmi sempre un poโ dentro e un poโ fuori le situazioni, che, per uno che, come me, ha fatto il giornalista, non รจ male. Probabilmente, ma questo saranno altri a valutarlo, avere anche una visione meno piccina delle controversie e dei grandi conflitti internazionali nei quali mi ci butto. Ecco, per essere ancora piรน chiari: ho imparato ad avere il senso delle proporzioni: il mondo รจ piรน grande della parrocchietta italianaโฆ
Cosa la spinse, negli anni dei furori ideologici e della violenza e ammazzamenti, a scrivere per il quotidiano Lotta Continua?
Innanzitutto, che non mi riconosco in queta grottesca definizione: si vede che lei รจ troppo giovane per averli vissuti e che si accontenta delle formulette che i vincitori hanno usato per chiudere quella che gli storici definiscono unโesperienza non riducibile alla definizione di โanni di piomboโ. Per come lโho vissuta io, sono stati anni nei quali la ricchezza nazionale si รจ spostata sensibilmente a vantaggio di chi lavorava rispetto a chi, invece, viveva di rendita o di profittiโฆ E posso ricordare anche altro: abbiamo avuto un buon sistema pensionistico, una sanitร pubblica, diritti civili come il divorzio, lโaborto, e potrei continuareโฆ Detto questo, ci sono stati anche dei conflitti aspri, in un Paese che, di conflitti, ne aveva giร vissuti, e di molto piรน sanguinosi. Anche i miglioramenti, o le trasformazioni, dipendono dai conflitti. Il senso delle proporzioni ci dice che non รจ stata una guerra civile, ma un modo di scimmiottarla, il che รจ deprecabile e ridicolo. LโItalia รจ un paese feroce, perรฒ non penso che quella stagione di cui lei parlava nella domanda, sia stata la piรน feroce, anziโฆ
Si รจ vergognato di qualcosa, quando con Lotta Continua, scatenaste quella infame campagna contro il commissario Luigi Calabresi?
Potrei cavarmela dicendo: ero troppo giovaneโฆ Ma, siccome mi dร fastidio la banalitร degli aggettivi che lei adopera โinfame campagnaโ, lei vada a vedere cosa cโera dโinfame nellโItalia che portรฒ alla morte in questura di un innocente (Giuseppe Pinelli), o a quello che subรฌ Pietro Valpreda, descritto come la belva, come il vero colpevole della strage di Piazza Fontana. Era un tempo feroce, e quello che avvenne nella questura di Milano ancora non รจ una veritร chiarita fino in fondo. Certo, ci sono stati degli eccessi verbali adoperati contro il commissario Calabresi; se vuole chiedermi se il comunicato che Lotta continua pubblicรฒ il giorno stesso del suo assassinio fosse ragionevole nella sua formulazione, beh, le dico subito che era un comunicato sbagliato, brutto, forse infame. Ma, nella storia di Lotta Continua, non cโรจ niente dโinfame. Potrebbe far comodo, dopo tanti anni, prenderne le distanze, ma la considero un tesoro della mia vita, persino sul piano professionaleโฆ
Quando Sofri ha compiuto 80 anni, lei ha scritto: Buoni 80 anni caro Adriano. Vissuti dalla parte giustaโฆโ E gli oltre ventโanni di galera per lโomicidio di Calabresi, come li considera?
Unโingiustizia!
Perchรฉ?
Perchรฉ non era colpevole; perchรฉ hanno fatto di tutto affinchรฉ lui se ne andasse dallโItalia. La sequenza de processi e dei loro annullamenti era sapientemente costruita per fare in modo che questโuomo lasciasse lโItalia: gliene hanno dato agio e possibilitร piรน volte. E, invece, lui, a differenza di altri imputati, ha scelto di farseli tutti, gli anni di prigione, e undici anni dentro una cella sono davvero tanti. Quando ho cominciato a fare carriera, diciamo cosรฌ, soprattutto quando dirigevo il Tg1, sono andato a trovarlo nel carcere di Pisa tutte le volte che potevo, facendo in modo che si sapesseโฆ Vengo da quella storia, e non la rinnego. Da giovane militante, se proprio lo devo confessare, Sofri non mi stava neanche troppo simpatico. Mi dava fastidio che lo trattassero con un eccesso di venerazione e che se ne compiaceva ancheโฆ
Era un โgiustoโ, Sofri?
ร un uomo che ha messo il cipiglio e anche una certa arroganza, se vuole, al servizio di cause difficili, minoritarie, ma che erano quelle giuste. Basti pensare alla questione dei carcerati, per arrivare allโassedio di Sarajevo, passando per la Ceceniaโฆ Il tutto, senza fare carriera, senza diventare riccoโฆ Adriano รจ un uomo povero, basta visitare casa sua, e poi mi dite che cosa ci ha guadagnatoโฆ
Chi ha ammazzato, secondo lei, Calabresi?
Non lo so! Probabilmente, qualcuno che stava organizzando, in Italia, forme di lotta armata: ce nโerano anche allโinterno di Lotta Continua. I servizi dโordine allโinterno di Lc sono stati una pessima scuola di formazione politica culturale. Qualcuno ne ha tratti gli insegnamenti i piรน lontani da quelli che erano gli scopi della nostra lotta. Detto questo, sono assolutamente convinto dellโinnocenza di Pietrostefani, Bompressi e Sofriโฆ
Che rapporto lei ha, oggi, con Mario Calabresi?
Cordiale e distaccato: ovvero, lo conosco poco, ogni tanto capita dโincontrarci, ma non abbiamo mai lavorato insieme, e non avrei difficoltร a farlo. Ovviamente, inutile nasconderlo, da entrambe le parti, cโรจ imbarazzo, essendo lui convinto della colpevolezza di Lotta Continua. Di fronte al dolore di un figlio che ha visto il padre ammazzato, faccio un passo indietro.

Pensa ancora che i terroristi sono compagni che sbagliano, come dicevate negli anni del terrorismo rosso? Chi ammazza non รจ un criminale?
Vedo che lei ha questo pallinoโฆ Mi sembra ovvio che fossero compagni che sbagliavano. Lโipocrisia sarebbe stata dire non sapevamo chi fossero, che erano fascisti, o provocatori. La sinistra ufficiale, per lungo tempo, ha cercato di dire questo. Noi, invece, rispondevamo: no, purtroppo, non รจ cosรฌ, sono dei nostri. Come sarebbe bello, oggi, se La Russa e compagnia cantante avessero il coraggio di dire che i loro erano camerati che sbagliavanoโฆ. Del terrorismo nero, che tante morti ha causato, purtroppo si parla poco, si passa alla chetichellaโฆ
Comโรจ stato possibile che suo padre Moshe, dop aver letto il suo โScintilleโ lโabbia addirittura querelata? Cosa aveva scritto di cosรฌ offensivo?
Avevo scritto delle cose che lui, per fortuna, dopo ha capitoโฆ Ho dovuto capire, ad un certo punto della mia vita quanto le tragedie familiari non rese esplicite potessero guastare i rapporti, causare malesseri, nevrosi nelle generazioni successive. Mio padre era un uomo molto sofferente, orgoglioso, che ha dovuto trapiantarsi piรน volte, parlava tante lingue ma nessuna era la sua lingua madre. Perfino il mio successo professionale, del tutto inaspettato, lโha vissuto come qualcosa che avrebbe dovuto vivere lui. Nella Shoah mio padre ha avuto tutta la famiglia sterminata, tranne i suoi genitori. La nonna materna, per via dello sterminio della sua famiglia, era furibonda, arrabbiata, con delle nevrosi non da poco, e noi, compreso papร , ce ne vergognavamo che fosse cosรฌ. Nel libro, quindi, ho cercato di raccontare la sua storia, le sue sofferenze, e la separazione da mia madre. Quando il libro รจ uscito, papร , leggendolo, si รจ sentito ferito. Io, invece, credo di aver onorato la sua memoria. La faccenda della querela รจ stata, per me, molto dolorosa e imbarazzante. Per fortuna, poi, รจ stata ritirataโฆ
Cosa non ha imparato, soprattutto negli anni della sua adolescenza, da suo padre?
Era un bellโuomo, aveva un suo fascino, e piaceva alle donne; ma su di noi riversava tutte le sue insicurezze: continuava a dirmi che non dovevo fidarmi dei miei amici, โma non ti rendi conto che ti prendono sempre in giro?โโฆ Quindi, quando sono stato adolescente, ho avuto delle timidezze. Ma, siccome non voglio solo dire cose negative, con il senno di poi, posso affermare che il suo cosmopolitismo (e quello di mia madre) mi ha dato moltoโฆ

Nel 2015, dopo dieci anni di collaborazione, lascia Repubblica, rea di pagarla poco. Cosa pretendeva da un giornale in crisi, nei bilanci e nella vendita delle copie? Guadagnava bene, comunqueโฆ
No, per niente! Guadagnavo molto bene, ma in televisione: in quegli anni, ricordo, ero a La7. A Repubblica, ero un collaboratore esterno, occasionale. Poi, il rapporto con il giornale cominciรฒ a diventare piรน assidua: le richieste, infatti, cominciarono ad intensificarsi, mi chiedevano articoli, viaggi, reportages. Dentro di me pensavo: bene, lascio la televisione, e rientro nei giornali, Ezio Mauro mi diceva: Gad, ora che non cโรจ piรน Giorgio Bocca, devi avere piรน spazio. La mia ultima dichiarazione dei redditi percepiti da Repubblica stava sui 23 mila euro lordiโฆ Probabilmente, loro pensavano che guadagnassi bene da altre parti, potevano far finta di nullaโฆ Con Ezio Mauro non ci sono state lunghe trattative: preferisco dare tagli netti, al buioโฆ
Quanto guadagnava al Tg1?
Quasi un miliardo di vecchie lire allโannoโฆ
Chi la raccomandรฒ al Tg1? Si sa che in Rai senza spinte politiche non si va da nessuna parteโฆ
Mi raccomandรฒ Pierluigi Celli, allโepoca direttore generale della Rai. Quando mi chiama per sondare la mia disponibilitร , gli dico: guarda, la proposta mi tenta molto, perรฒ facciamo un esperimento: che tu tieni per te questa idea, e che nessuno lo sappia. La posi come condizione, a lui e Zaccaria, che era il presidente. Loro, divertiti, accettarono. Per fortuna, fino al giorno del Cda in cui proposero il mio nome, la notizia non venne fuori. Pensavo, arrogantemente, che questa cosa mi rafforzasse come direttore; invece, mi indebolรฌ parecchioโฆ
Fu unโesperienza pessima, la suaโฆDurรฒ solo tre mesiโฆ
Tuttโaltro. Fu meravigliosa. Abbiamo fatto un bellissimo telegiornale, con degli ascolti pazzeschiโฆ

Cosa successe con quel servizio sui pedofiliโฆ Cadde lรฌ, se non erroโฆ
Non ho mai pensato che fosse un trappolone, come tanti sostenevano. Il desk, quel giorno, era un poโ sguarnito: quando arrivรฒ il materiale da Castellamare di Stabia, mi raccomandai piรน e piรน volte di trattarlo con delicatezza. Alle 7 di sera, dopo che il Tg3 di Rizzo Nervo lo manda in onda, mi chiama Celli e mi fa: hai visto cosa hanno combinato al Tg3? Io, di rimando, gli dico: tranquillo, Pierluigi, ho giร dato disposizioni che noi non lo manderemo. Alle 20, mi metto davanti il tg, e noi, addirittura in due diversi servizi, usiamo quelle immagini. Mi infurio, corro giรน in diretta, improvviso un editoriale, e chiedo scusa ai telespettatori. Per non volermi sentire lโanatra zoppa, dopo pochi giorni scelsi di dimettermi: mi sembrava la cosa piรน ovvia e giusta.
Come le venne in mente di tirar fuori quel bigliettino legato a Landolfi, che, allโepoca, era in Alleanza Nazionale?
La sfida che mi veniva rivolta era: โsei attaccato alla poltrona, fai tutte queste scene, ma tanto poi รจ ovvio che rimarrai. Noi, invece, difendiamo la mortale pubblica, la famigliaโ. Mi son girate le scatole: non puoi chiedermi la mattina un favore e la sera dirmi che sono un caso di immoralitร pubblica. Allora, mi sono tolto questo sfizioโฆ
Carlo Verdelli ha scritto un libro: Roma non perdona. Si ritrova nella descrizione fatta da Verdelli?
Stimo molto Carlo. Sono tornato a Repubblica proprio quando lui ne รจ diventato direttore. Mi spiace come Elkann lโha trattato a Largo Fochetti; รจ stato cacciato come fosse un delinquente, e sostituito, poi, da uno che con la storia di Repubblica cโentra poco o nulla. Nella gestione Rai, Verdelli ha avuto unโesperienza piรน lunga della mia: anche lui era un poโ una scheggia impazzita. Il suo libro lโho letto, e temo che lโambiente Rai non sia cambiato moltoโฆ
A Roma, รจ stato piรน tentato dalle donne o dal potere?
Dal potere, sicuramente. Dalle donne me ne sono ben guardato. Cโera giร Dagospiaโฆ Ricordo con grande divertimento una cena con una carissima amica di mia moglie Umbertaโฆ
Che si chiama?
Daniela Vittaโฆ
E quindi?
Eravamo a cena dalle parti di Piazza di Spagna. Daniela era vestita in maniera abbastanza vistosa. Allโuscita dal ristorante, cโerano 4-5 paparazzi pronti a immortalarci. Ero felice come una pasqua perchรฉ potei telefonare a Umberta e raccontargli, divertito, quello che era appena successoโฆ A Roma sono stato molto attentoโฆ

Si nascondeva bene?
Non ne avevo bisogno: lavoravo come una bestiaโฆ Tanti giornalisti, infatti, mi detestavano perchรฉ li buttavo giรน dal letto al mattino prestoโฆ A Roma mi sentivo davvero un marzianoโฆ Quando ho conosciuto i padroni dโItalia – Agnelli, De Benedetti, Tronchetti Provera โ e mi vedevo seduto con loro, sapevo di essere molto diverso. E ritengo che anche loro sapessero perfettamente che non cโentravo nulla con quel mondo. Pensavo di dominare la situazione, e invece sono stato ingenuoโฆ
E perchรฉ? Sembra cosรฌ scafatoโฆ
Perchรฉ sono stato disarcionatoโฆ
Cosa pensava quando vedeva torme di giornalisti chini dinanzi ad Agnelli?
Che io non avevo bisogno dโinginocchiarmi!
ร una persona avida, bramosa?
Mi piace andare in un bellโalbergo o in un buon ristorante e non dover guardare il conto. Piรน che bramoso o avido, sono stato molto spendaccioneโฆ
Quando stilรฒ, sul Venerdรฌ di Repubblica, quella lista di proscrizione contro alcuni giornalisti di destra, paragonati a quelli del Ventennio fascista, Mughini, su Dagospia, scrisse: โSono rimasto allibito, allibito da tali porcate intellettuali degne di un semianalfabeta. Mai e poi mai avrei creduto che nel terzo millennio qualcuno potesse fare delle liste di proscrizione talmente sciatte e sciagurateโฆโ Le chiedo: come le venne in mente di scrivere una cosa del genere?
La riscriverei, uguale e identica, perchรฉ penso che le argomentazioni adoperate da Feltri, Sallusti, Belpietro, soprattutto quando hanno affrontato il tema dei migranti e lโIslam, beh, come si fa a non pensare a quello che scriveva Telesio Interlandi, persona tra lโaltro spregevoleโฆ
Mughini ha scritto un libro su Interlandiโฆ
Sรฌ, lโho letto e penso che Mughini sia stato anche molto, molto indulgenteโฆ. Forse solo lui si รจ dimenticato le copertine che Interlandi dedicava sulla difesa della razzaโฆ

Non ci sono, secondo lei, giornalisti di razza nel panorama della destra? Se sรฌ, chi sono, allora!?
Ce nโรจ diversiโฆ Marco Travaglio, ad esempioโฆ
Mario Giordano?
Mario รจ stata una mia scoperta televisiva. Oggi, penso, si รจ dissipato: ha preso una strada che non gli giova.
Hanno sempre fatto discutere le sue foto in barca con lโingegnere De Benedetti: non ha mai pensato che fosse inopportuno avere questa vicinanza con quello che, per anni, รจ stato anche il suo editore-padrone?
Assolutamente no! Mi scusi: uno non puรฒ avere amicizia con il proprio editore? Io voglio bene a De Benedetti. Carlo ha una storia interessante, con dei difetti evidentiโฆ

Tipo? Cosa non sopporta di Cdb?
Io di De Benedetti sopporto tutto, sennรฒ non direi che gli voglio bene. Ricordo che, spesso, si รจ comportato con troppa disinvoltura nel mondo della finanza e anche nel rapporto con la politica. E’ un tipico esemplare di spirito animale del capitalismo; delle volte, se penso a quello che successe con Sociรฉtรฉ Gรฉnรฉrale de Belgique, dico sicuramente che ha fatto il passo piรน lungo della gamba…Questo gli ha procurato degli inciampi, degli incidenti e delle impopolaritร : sicuramente non รจ stato venerato e omaggiato da tutte le parti…
E a Repubblica era amato, secondo lei?
Penso di sรฌ; certo, era un padrone, e i padroni a volte tradiscono chi sta sotto di loroโฆ E ci vuole un certo pelo sullo stomaco per cacciarti.
E lei, da quale esperienza editoriale รจ stato cacciato?
Che bella domanda! Cacciato, proprio noโฆ
Messo da parte?
Forse, essendo troppo orgoglioso e insicuro, ho sempre avuto lโansia di tagliare io i rapporti lavorativiโฆ Mi ricordo, ora che ci penso, che quando lavoravo a Otto e Mezzo con Ferrara, Giuliano, in certe puntate, mi sommergeva di contumelie, e, a fine trasmissione, mi diceva: hai visto che bello? Hai visto come ci siamo divertiti? E io gli dicevo: Giuliano, ma io non mi sono divertito affatto. Quando ho capito che questa dinamica sadomasochistica rischiava di travolgermi, ho dato un taglio, e me ne sono andato.

Studiando la sua storia professionale, ho avuto la percezione che le sue continue peregrinazioni fossero un segno di malcontento e insoddisfazione. Mi sbaglio?
Inquietudine, direiโฆ So che ci sono delle cose ridicole della mia carriera โ penso ai tre mesi al tg1, ad esempio; ma, se mi guardo indietro, non ho nรฉ recriminazioni nรฉ, tantomeno, rimpiantiโฆ Chi rimugina, e ce ne sono di colleghi che dicono: mi hanno oscurato, avrei meritato di piรน, beh, vive male la propria vecchiaiaโฆ
Perchรฉ รจ andato via dal Fatto?
Perchรฉ il modo in cui Travaglio ha dato credito e spazio a Trump e Putin รจ stata, per me, una cantonata… Prima o poi se ne accorgerร ; al momento, Marco รจ nella fase in cui prova ad arrampicarsi sugli specchiโฆ
Alla luce di quello che sta succedendo a Gaza, si puรฒ ancora definire Israele uno stato democratico?
Sรฌ e no! ร uno stato democratico che sta degenerando, che sta subendo involuzioni autoritarie, tribali, teocratiche, ma giร da prima del fatidico 7 ottobre.
Cosโรจ, per lei, Netanyahu? Possiamo dire che รจ un criminale di guerra?
Oggi credo di sรฌ. Credo sia assolutamente logico che lui sia perseguito dalla Corte penale internazionale. Somiglia molto a Putin: ha il culto della forza, รจ convinto che nessun codice morale aiuti a vincere le proprie battaglie. Fa un uso molto spregiudicato delle tradizioni religiose, pur essendo un laico e non credenteโฆ Ricordo che Netanyahu guidava manifestazioni in cui si portavano i cartelli con Yitzhak Rabin camuffato da Hitler, da nazista, perchรฉ voleva fare la pace con i palestinesi; dopo che Rabin รจ stato ucciso, Netanyahu ha fatto una campagna elettorale violentissima dello stesso tenore. Bibi รจ una sciagura per Israele esattamente come Hamas รจ una serpe in seno del popolo palestinese.
Perchรฉ il popolo israeliano non lo ripudia?
Perchรฉ la gente ha molta paura; perchรฉ รจ stato molto abile nel turlupinare diversi partner politici per la spartizione del potere e, poi, li ha fregati allโultimo momento. Netanyahu รจ un uomo molto abile, tuttโaltro che ingenuo. Oggi, รจ impopolare anche nella destra: farebbero a meno di lui, ma sbarazzarsene sarร complicatissimo. Mi ha divertito, ma non stupito, sentire Paolo Mieli definire Netanyahu un cane morto. Mi verrebbe voglia di dire: magari, ma non credo lo siaโฆ
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anche di girovagare per l’Italia, da oggi puรฒโฆ!
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Da sempre tifa Inter. Quando la pazza Inter era la barzelletta del calcio italiano, da commentatore, seppur di parte, non pensa che Moratti, al di lร di quello che ha vinto, abbia commesso un mucchio di errori e sperperiโฆ?
Noi interisti abbiamo goduto degli sperperi di Moratti. La sua follia รจ stata la nostra gioiaโฆ Diciamo che Marotta, ora presidente della Beneamata, ci ha dato lezioni di sobrietร e astuzia: speriamo porti qualcosa, ma da sole non bastanoโฆ
Ha, da poco, superata la curva dei settantโanni, e nessun giornaleโฆ Teme di finire nel dimenticatoio?
Puรฒ darsi, anche se mi sta succedendo il contrario: con lโimpegno sulla questione mediorientale e il lavoro che sto facendo con Laura Gnocchi sulla memoria partigiana, al momento non riesco a stare fermo e a dormire a casa mia piรน di due notti di filaโฆ Non sento il bisogno, ora come ora, di un giornale su cui scrivereโฆ Al momento, vivo bene senzaโฆ
Dopo aver scritto per i giornali borghesi piรน importanti dโItalia, e diretto il telegiornale piรน seguito, cosโaltro le resta da fare?
Tornare ai giornali piccoli, se dovesse capitare. Gli oltre cinque anni trascorsi al Fatto Quotidiano, li ho vissuti quasi come un ritorno a Lotta Continua. Se Travaglio legge questa intervista, sicuramente sโinfuria perchรฉ Marco detesta Lotta Continua (รจ colpevolista su Sofri e su Lc ha scritto delle volgaritร ), ed รจ stato uno dei motivi per cui ero titubante se accettare la sua proposta.


Dovresti aggiungere la data dell’intervista da qualche parte altrimenti uno se la deve ricavare dai particolari interni…