GAD LERNER, NEI SECOLI INFEDELE

La prima volta che ho visto Gad Lerner รจ stato in televisione, e risale agli anni in cui, con il programma โ€œPinocchioโ€ e gli italiani nel tinello, provava a raccontare il Belpaese su Rai2, dopo la parentesi sulla rete ammiraglia di Viale Mazziniโ€ฆ

Il nuovo millennio si intravedeva allโ€™orizzonte: lโ€™Italia, con Prodi a Palazzo Chigi, era nelle mani di quellโ€™armata Brancaleone che si chiamava Ulivo, e la moneta unica โ€“ ciambella di salvataggio per il nostro disastrato Stivale โ€“ era ancora nei caveaux della Banca Centrale di Francoforte. Mi divertiva seguire โ€œPinocchioโ€ e il grillo parlante impersonificato da un giovanissimo e volitivo Mario Giordano. 

In tivรน Lerner non aveva nรฉ la voracitร , nรฉ la demagogia, nรฉ la forza televisiva, nรฉ gli ascolti del vero re del tubo catodico dellโ€™epoca Michele Santoro, ma riusciva a calamitare comunque lโ€™attenzione di un certo tipo di pubblico. E adesso che ci penso mi appare del tutto evidente che la sua vera passione siano state le gazzette. 

Con grande abilitร , fiuto e con le conoscenze giuste, partendo da Lotta Continua, Lerner, come tanti altri della generazione sessantottina, ha saputo navigare i mari tempestosi dei piรน grandi giornali โ€“ Repubblica, Corriere della Sera e la Stampa su tutti โ€“ capitanati da imprenditori che lโ€™editoria lโ€™hanno sempre usata piรน che altro per posizionarsi nellโ€™establishment economico-finanziario e, ovviamente, influenzarlo per i propri interessi.

In occasione dei suoi settantโ€™anni, ho deciso di raggiungerlo in una Milano giร  afosa e appiccicosa. La capitale amorale dellโ€™Italia, piรน che laboriosa, febbricitante e creativa (parola che non dice nulla e che andrebbe ghigliottinata), mi รจ sembrata piuttosto placida, fiacca. Ma tantโ€™รจ.

Gad Lerner mi ha accolto in una tipica ed elegante casa borghese, dalle parti di Cittร  Studi. Nellโ€™ora e mezza che ci siamo concessi, nel frullatore di domande e risposte, molte delle quali uscite di getto, ho provato a fargli raccontare storie, persone e fatti del nostro Paese. Per etร , formazione e idee, ho condiviso โ€“ e meno male, oserei dire! โ€“ poco i suoi pensieriโ€ฆ  Ma, puรฒ piacere o meno, a differenza di tanti altri suoi coetanei ancora in carriera, ma oggi magari โ€œpretiniโ€, Lerner, con la forza dei ricordi e delle cose scritte (tante, forse troppe, chissร ), ha ancora voglia di difendere il suo passato e la sua giovinezza.

* * *

Gad Lerner, che ricordi ha della Beirut negli anni della sua gioventรน?

Ho lasciato Beirut allโ€™etร  di tre anni. I ricordi me li sono costruiti frequentandola piรน e piรน volte negli anni della maturitร . Se penso ai suoi odori, al suo cibo, alla sua luce, alla possibilitร  di andare a sciare in altura e, a pochi chilometri piรน giรน, fare addirittura il bagno a mare, o al fatto che non cโ€™erano confini con Israele prima del 1948, beh, ho avuto conferma che รจ un posto meravigliosoโ€ฆ!

Di quel mondo levantino, cosโ€™ha assorbito?

Spero molto, oltre alle solite banalitร  legate al ciboโ€ฆ

Sรฌ, ma a livello caratteriale?

Forse il sentirmi sempre un poโ€™ dentro e un poโ€™ fuori le situazioni, che, per uno che, come me, ha fatto il giornalista, non รจ male. Probabilmente, ma questo saranno altri a valutarlo, avere anche una visione meno piccina delle controversie e dei grandi conflitti internazionali nei quali mi ci butto. Ecco, per essere ancora piรน chiari: ho imparato ad avere il senso delle proporzioni: il mondo รจ piรน grande della parrocchietta italianaโ€ฆ

Cosa la spinse, negli anni dei furori ideologici e della violenza e ammazzamenti, a scrivere per il quotidiano Lotta Continua?

Innanzitutto, che non mi riconosco in queta grottesca definizione: si vede che lei รจ troppo giovane per averli vissuti e che si accontenta delle formulette che i vincitori hanno usato per chiudere quella che gli storici definiscono unโ€™esperienza non riducibile alla definizione di โ€œanni di piomboโ€. Per come lโ€™ho vissuta io, sono stati anni nei quali la ricchezza nazionale si รจ spostata sensibilmente a vantaggio di chi lavorava rispetto a chi, invece, viveva di rendita o di profittiโ€ฆ E posso ricordare anche altro: abbiamo avuto un buon sistema pensionistico, una sanitร  pubblica, diritti civili come il divorzio, lโ€™aborto, e potrei continuareโ€ฆ Detto questo, ci sono stati anche dei conflitti aspri, in un Paese che, di conflitti, ne aveva giร  vissuti, e di molto piรน sanguinosi. Anche i miglioramenti, o le trasformazioni, dipendono dai conflitti. Il senso delle proporzioni ci dice che non รจ stata una guerra civile, ma un modo di scimmiottarla, il che รจ deprecabile e ridicolo. Lโ€™Italia รจ un paese feroce, perรฒ non penso che quella stagione di cui lei parlava nella domanda, sia stata la piรน feroce, anziโ€ฆ

Si รจ vergognato di qualcosa, quando con Lotta Continua, scatenaste quella infame campagna contro il commissario Luigi Calabresi?

Potrei cavarmela dicendo: ero troppo giovaneโ€ฆ Ma, siccome mi dร  fastidio la banalitร  degli aggettivi che lei adopera โ€œinfame campagnaโ€, lei vada a vedere cosa cโ€™era dโ€™infame nellโ€™Italia che portรฒ alla morte in questura di un innocente (Giuseppe Pinelli), o a quello che subรฌ Pietro Valpreda, descritto come la belva, come il vero colpevole della strage di Piazza Fontana. Era un tempo feroce, e quello che avvenne nella questura di Milano ancora non รจ una veritร  chiarita fino in fondo. Certo, ci sono stati degli eccessi verbali adoperati contro il commissario Calabresi; se vuole chiedermi se il comunicato che Lotta continua pubblicรฒ il giorno stesso del suo assassinio fosse ragionevole nella sua formulazione, beh, le dico subito che era un comunicato sbagliato, brutto, forse infame. Ma, nella storia di Lotta Continua, non cโ€™รจ niente dโ€™infame. Potrebbe far comodo, dopo tanti anni, prenderne le distanze, ma la considero un tesoro della mia vita, persino sul piano professionaleโ€ฆ

Quando Sofri ha compiuto 80 anni, lei ha scritto: Buoni 80 anni caro Adriano. Vissuti dalla parte giustaโ€ฆโ€ E gli oltre ventโ€™anni di galera per lโ€™omicidio di Calabresi, come li considera?

Unโ€™ingiustizia!

Perchรฉ?

Perchรฉ non era colpevole; perchรฉ hanno fatto di tutto affinchรฉ lui se ne andasse dallโ€™Italia. La sequenza de processi e dei loro annullamenti era sapientemente costruita per fare in modo che questโ€™uomo lasciasse lโ€™Italia: gliene hanno dato agio e possibilitร  piรน volte. E, invece, lui, a differenza di altri imputati, ha scelto di farseli tutti, gli anni di prigione, e undici anni dentro una cella sono davvero tanti. Quando ho cominciato a fare carriera, diciamo cosรฌ, soprattutto quando dirigevo il Tg1, sono andato a trovarlo nel carcere di Pisa tutte le volte che potevo, facendo in modo che si sapesseโ€ฆ Vengo da quella storia, e non la rinnego. Da giovane militante, se proprio lo devo confessare, Sofri non mi stava neanche troppo simpatico. Mi dava fastidio che lo trattassero con un eccesso di venerazione e che se ne compiaceva ancheโ€ฆ

Era un โ€œgiustoโ€, Sofri?

รˆ un uomo che ha messo il cipiglio e anche una certa arroganza, se vuole, al servizio di cause difficili, minoritarie, ma che erano quelle giuste. Basti pensare alla questione dei carcerati, per arrivare allโ€™assedio di Sarajevo, passando per la Ceceniaโ€ฆ Il tutto, senza fare carriera, senza diventare riccoโ€ฆ Adriano รจ un uomo povero, basta visitare casa sua, e poi mi dite che cosa ci ha guadagnatoโ€ฆ

Chi ha ammazzato, secondo lei, Calabresi?

Non lo so! Probabilmente, qualcuno che stava organizzando, in Italia, forme di lotta armata: ce nโ€™erano anche allโ€™interno di Lotta Continua. I servizi dโ€™ordine allโ€™interno di Lc sono stati una pessima scuola di formazione politica culturale. Qualcuno ne ha tratti gli insegnamenti i piรน lontani da quelli che erano gli scopi della nostra lotta. Detto questo, sono assolutamente convinto dellโ€™innocenza di Pietrostefani, Bompressi e Sofriโ€ฆ

Che rapporto lei ha, oggi, con Mario Calabresi?

Cordiale e distaccato: ovvero, lo conosco poco, ogni tanto capita dโ€™incontrarci, ma non abbiamo mai lavorato insieme, e non avrei difficoltร  a farlo. Ovviamente, inutile nasconderlo, da entrambe le parti, cโ€™รจ imbarazzo, essendo lui convinto della colpevolezza di Lotta Continua. Di fronte al dolore di un figlio che ha visto il padre ammazzato, faccio un passo indietro.

Pensa ancora che i terroristi sono compagni che sbagliano, come dicevate negli anni del terrorismo rosso? Chi ammazza non รจ un criminale?

Vedo che lei ha questo pallinoโ€ฆ Mi sembra ovvio che fossero compagni che sbagliavano. Lโ€™ipocrisia sarebbe stata dire non sapevamo chi fossero, che erano fascisti, o provocatori. La sinistra ufficiale, per lungo tempo, ha cercato di dire questo. Noi, invece, rispondevamo: no, purtroppo, non รจ cosรฌ, sono dei nostri. Come sarebbe bello, oggi, se La Russa e compagnia cantante avessero il coraggio di dire che i loro erano camerati che sbagliavanoโ€ฆ. Del terrorismo nero, che tante morti ha causato, purtroppo si parla poco, si passa alla chetichellaโ€ฆ

Comโ€™รจ stato possibile che suo padre Moshe, dop aver letto il suo โ€œScintilleโ€ lโ€™abbia addirittura querelata? Cosa aveva scritto di cosรฌ offensivo?

Avevo scritto delle cose che lui, per fortuna, dopo ha capitoโ€ฆ Ho dovuto capire, ad un certo punto della mia vita quanto le tragedie familiari non rese esplicite potessero guastare i rapporti, causare malesseri, nevrosi nelle generazioni successive. Mio padre era un uomo molto sofferente, orgoglioso, che ha dovuto trapiantarsi piรน volte, parlava tante lingue ma nessuna era la sua lingua madre. Perfino il mio successo professionale, del tutto inaspettato, lโ€™ha vissuto come qualcosa che avrebbe dovuto vivere lui. Nella Shoah mio padre ha avuto tutta la famiglia sterminata, tranne i suoi genitori. La nonna materna, per via dello sterminio della sua famiglia, era furibonda, arrabbiata, con delle nevrosi non da poco, e noi, compreso papร , ce ne vergognavamo che fosse cosรฌ. Nel libro, quindi, ho cercato di raccontare la sua storia, le sue sofferenze, e la separazione da mia madre. Quando il libro รจ uscito, papร , leggendolo, si รจ sentito ferito. Io, invece, credo di aver onorato la sua memoria. La faccenda della querela รจ stata, per me, molto dolorosa e imbarazzante. Per fortuna, poi, รจ stata ritirataโ€ฆ

Cosa non ha imparato, soprattutto negli anni della sua adolescenza, da suo padre?

Era un bellโ€™uomo, aveva un suo fascino, e piaceva alle donne; ma su di noi riversava tutte le sue insicurezze: continuava a dirmi che non dovevo fidarmi dei miei amici, โ€œma non ti rendi conto che ti prendono sempre in giro?โ€โ€ฆ Quindi, quando sono stato adolescente, ho avuto delle timidezze. Ma, siccome non voglio solo dire cose negative, con il senno di poi, posso affermare che il suo cosmopolitismo (e quello di mia madre) mi ha dato moltoโ€ฆ

Nel 2015, dopo dieci anni di collaborazione, lascia Repubblica, rea di pagarla poco. Cosa pretendeva da un giornale in crisi, nei bilanci e nella vendita delle copie? Guadagnava bene, comunqueโ€ฆ

No, per niente! Guadagnavo molto bene, ma in televisione: in quegli anni, ricordo, ero a La7. A Repubblica, ero un collaboratore esterno, occasionale. Poi, il rapporto con il giornale cominciรฒ a diventare piรน assidua: le richieste, infatti, cominciarono ad intensificarsi, mi chiedevano articoli, viaggi, reportages. Dentro di me pensavo: bene, lascio la televisione, e rientro nei giornali, Ezio Mauro mi diceva: Gad, ora che non cโ€™รจ piรน Giorgio Bocca, devi avere piรน spazio. La mia ultima dichiarazione dei redditi percepiti da Repubblica stava sui 23 mila euro lordiโ€ฆ Probabilmente, loro pensavano che guadagnassi bene da altre parti, potevano far finta di nullaโ€ฆ Con Ezio Mauro non ci sono state lunghe trattative: preferisco dare tagli netti, al buioโ€ฆ

Quanto guadagnava al Tg1?

Quasi un miliardo di vecchie lire allโ€™annoโ€ฆ

Chi la raccomandรฒ al Tg1? Si sa che in Rai senza spinte politiche non si va da nessuna parteโ€ฆ

Mi raccomandรฒ Pierluigi Celli, allโ€™epoca direttore generale della Rai. Quando mi chiama per sondare la mia disponibilitร , gli dico: guarda, la proposta mi tenta molto, perรฒ facciamo un esperimento: che tu tieni per te questa idea, e che nessuno lo sappia. La posi come condizione, a lui e Zaccaria, che era il presidente. Loro, divertiti, accettarono. Per fortuna, fino al giorno del Cda in cui proposero il mio nome, la notizia non venne fuori. Pensavo, arrogantemente, che questa cosa mi rafforzasse come direttore; invece, mi indebolรฌ parecchioโ€ฆ

Fu unโ€™esperienza pessima, la suaโ€ฆDurรฒ solo tre mesiโ€ฆ

Tuttโ€™altro. Fu meravigliosa. Abbiamo fatto un bellissimo telegiornale, con degli ascolti pazzeschiโ€ฆ

Cosa successe con quel servizio sui pedofiliโ€ฆ Cadde lรฌ, se non erroโ€ฆ

Non ho mai pensato che fosse un trappolone, come tanti sostenevano. Il desk, quel giorno, era un poโ€™ sguarnito: quando arrivรฒ il materiale da Castellamare di Stabia, mi raccomandai piรน e piรน volte di trattarlo con delicatezza. Alle 7 di sera, dopo che il Tg3 di Rizzo Nervo lo manda in onda, mi chiama Celli e mi fa: hai visto cosa hanno combinato al Tg3? Io, di rimando, gli dico: tranquillo, Pierluigi, ho giร  dato disposizioni che noi non lo manderemo. Alle 20, mi metto davanti il tg, e noi, addirittura in due diversi servizi, usiamo quelle immagini. Mi infurio, corro giรน in diretta, improvviso un editoriale, e chiedo scusa ai telespettatori. Per non volermi sentire lโ€™anatra zoppa, dopo pochi giorni scelsi di dimettermi: mi sembrava la cosa piรน ovvia e giusta.

Come le venne in mente di tirar fuori quel bigliettino legato a Landolfi, che, allโ€™epoca, era in Alleanza Nazionale?

La sfida che mi veniva rivolta era: โ€œsei attaccato alla poltrona, fai tutte queste scene, ma tanto poi รจ ovvio che rimarrai. Noi, invece, difendiamo la mortale pubblica, la famigliaโ€. Mi son girate le scatole: non puoi chiedermi la mattina un favore e la sera dirmi che sono un caso di immoralitร  pubblica. Allora, mi sono tolto questo sfizioโ€ฆ

Carlo Verdelli ha scritto un libro: Roma non perdona. Si ritrova nella descrizione fatta da Verdelli?

Stimo molto Carlo. Sono tornato a Repubblica proprio quando lui ne รจ diventato direttore. Mi spiace come Elkann lโ€™ha trattato a Largo Fochetti; รจ stato cacciato come fosse un delinquente, e sostituito, poi, da uno che con la storia di Repubblica cโ€™entra poco o nulla. Nella gestione Rai, Verdelli ha avuto unโ€™esperienza piรน lunga della mia: anche lui era un poโ€™ una scheggia impazzita. Il suo libro lโ€™ho letto, e temo che lโ€™ambiente Rai non sia cambiato moltoโ€ฆ

A Roma, รจ stato piรน tentato dalle donne o dal potere?

Dal potere, sicuramente. Dalle donne me ne sono ben guardato. Cโ€™era giร  Dagospiaโ€ฆ Ricordo con grande divertimento una cena con una carissima amica di mia moglie Umbertaโ€ฆ

Che si chiama?

Daniela Vittaโ€ฆ

E quindi?

Eravamo a cena dalle parti di Piazza di Spagna. Daniela era vestita in maniera abbastanza vistosa. Allโ€™uscita dal ristorante, cโ€™erano 4-5 paparazzi pronti a immortalarci. Ero felice come una pasqua perchรฉ potei telefonare a Umberta e raccontargli, divertito, quello che era appena successoโ€ฆ A Roma sono stato molto attentoโ€ฆ

Si nascondeva bene?

Non ne avevo bisogno: lavoravo come una bestiaโ€ฆ Tanti giornalisti, infatti, mi detestavano perchรฉ li buttavo giรน dal letto al mattino prestoโ€ฆ A Roma mi sentivo davvero un marzianoโ€ฆ Quando ho conosciuto i padroni dโ€™Italia – Agnelli, De Benedetti, Tronchetti Provera โ€“ e mi vedevo seduto con loro, sapevo di essere molto diverso. E ritengo che anche loro sapessero perfettamente che non cโ€™entravo nulla con quel mondo. Pensavo di dominare la situazione, e invece sono stato ingenuoโ€ฆ

E perchรฉ? Sembra cosรฌ scafatoโ€ฆ

Perchรฉ sono stato disarcionatoโ€ฆ

Cosa pensava quando vedeva torme di giornalisti chini dinanzi ad Agnelli?

Che io non avevo bisogno dโ€™inginocchiarmi!

รˆ una persona avida, bramosa?

Mi piace andare in un bellโ€™albergo o in un buon ristorante e non dover guardare il conto. Piรน che bramoso o avido, sono stato molto spendaccioneโ€ฆ

Quando stilรฒ, sul Venerdรฌ di Repubblica, quella lista di proscrizione contro alcuni giornalisti di destra, paragonati a quelli del Ventennio fascista, Mughini, su Dagospia, scrisse: โ€œSono rimasto allibito, allibito da tali porcate intellettuali degne di un semianalfabeta. Mai e poi mai avrei creduto che nel terzo millennio qualcuno potesse fare delle liste di proscrizione talmente sciatte e sciagurateโ€ฆโ€ Le chiedo: come le venne in mente di scrivere una cosa del genere?

La riscriverei, uguale e identica, perchรฉ penso che le argomentazioni adoperate da Feltri, Sallusti, Belpietro, soprattutto quando hanno affrontato il tema dei migranti e lโ€™Islam, beh, come si fa a non pensare a quello che scriveva Telesio Interlandi, persona tra lโ€™altro spregevoleโ€ฆ

Mughini ha scritto un libro su Interlandiโ€ฆ

Sรฌ, lโ€™ho letto e penso che Mughini sia stato anche molto, molto indulgenteโ€ฆ. Forse solo lui si รจ dimenticato le copertine che Interlandi dedicava sulla difesa della razzaโ€ฆ

Non ci sono, secondo lei, giornalisti di razza nel panorama della destra? Se sรฌ, chi sono, allora!?

Ce nโ€™รจ diversiโ€ฆ Marco Travaglio, ad esempioโ€ฆ

Mario Giordano?

Mario รจ stata una mia scoperta televisiva. Oggi, penso, si รจ dissipato: ha preso una strada che non gli giova.

Hanno sempre fatto discutere le sue foto in barca con lโ€™ingegnere De Benedetti: non ha mai pensato che fosse inopportuno avere questa vicinanza con quello che, per anni, รจ stato anche il suo editore-padrone?

Assolutamente no! Mi scusi: uno non puรฒ avere amicizia con il proprio editore? Io voglio bene a De Benedetti. Carlo ha una storia interessante, con dei difetti evidentiโ€ฆ

Tipo? Cosa non sopporta di Cdb?

Io di De Benedetti sopporto tutto, sennรฒ non direi che gli voglio bene. Ricordo che, spesso, si รจ comportato con troppa disinvoltura nel mondo della finanza e anche nel rapporto con la politica. E’ un tipico esemplare di spirito animale del capitalismo; delle volte, se penso a quello che successe con Sociรฉtรฉ Gรฉnรฉrale de Belgique, dico sicuramente che ha fatto il passo piรน lungo della gamba…Questo gli ha procurato degli inciampi, degli incidenti e delle impopolaritร : sicuramente non รจ stato venerato e omaggiato da tutte le parti…

E a Repubblica era amato, secondo lei?

Penso di sรฌ; certo, era un padrone, e i padroni a volte tradiscono chi sta sotto di loroโ€ฆ E ci vuole un certo pelo sullo stomaco per cacciarti.

E lei, da quale esperienza editoriale รจ stato cacciato?

Che bella domanda! Cacciato, proprio noโ€ฆ

Messo da parte?

Forse, essendo troppo orgoglioso e insicuro, ho sempre avuto lโ€™ansia di tagliare io i rapporti lavorativiโ€ฆ Mi ricordo, ora che ci penso, che quando lavoravo a Otto e Mezzo con Ferrara, Giuliano, in certe puntate, mi sommergeva di contumelie, e, a fine trasmissione, mi diceva: hai visto che bello? Hai visto come ci siamo divertiti? E io gli dicevo: Giuliano, ma io non mi sono divertito affatto. Quando ho capito che questa dinamica sadomasochistica rischiava di travolgermi, ho dato un taglio, e me ne sono andato.

Studiando la sua storia professionale, ho avuto la percezione che le sue continue peregrinazioni fossero un segno di malcontento e insoddisfazione. Mi sbaglio?

Inquietudine, direiโ€ฆ So che ci sono delle cose ridicole della mia carriera โ€“ penso ai tre mesi al tg1, ad esempio; ma, se mi guardo indietro, non ho nรฉ recriminazioni nรฉ, tantomeno, rimpiantiโ€ฆ Chi rimugina, e ce ne sono di colleghi che dicono: mi hanno oscurato, avrei meritato di piรน, beh, vive male la propria vecchiaiaโ€ฆ

Perchรฉ รจ andato via dal Fatto?

Perchรฉ il modo in cui Travaglio ha dato credito e spazio a Trump e Putin รจ stata, per me, una cantonata… Prima o poi se ne accorgerร ; al momento, Marco รจ nella fase in cui prova ad arrampicarsi sugli specchiโ€ฆ

Alla luce di quello che sta succedendo a Gaza, si puรฒ ancora definire Israele uno stato democratico?

Sรฌ e no! รˆ uno stato democratico che sta degenerando, che sta subendo involuzioni autoritarie, tribali, teocratiche, ma giร  da prima del fatidico 7 ottobre.

Cosโ€™รจ, per lei, Netanyahu? Possiamo dire che รจ un criminale di guerra?

Oggi credo di sรฌ. Credo sia assolutamente logico che lui sia perseguito dalla Corte penale internazionale. Somiglia molto a Putin: ha il culto della forza, รจ convinto che nessun codice morale aiuti a vincere le proprie battaglie. Fa un uso molto spregiudicato delle tradizioni religiose, pur essendo un laico e non credenteโ€ฆ Ricordo che Netanyahu guidava manifestazioni in cui si portavano i cartelli con Yitzhak Rabin camuffato da Hitler, da nazista, perchรฉ voleva fare la pace con i palestinesi; dopo che Rabin รจ stato ucciso, Netanyahu ha fatto una campagna elettorale violentissima dello stesso tenore. Bibi รจ una sciagura per Israele esattamente come Hamas รจ una serpe in seno del popolo palestinese.

Perchรฉ il popolo israeliano non lo ripudia?

Perchรฉ la gente ha molta paura; perchรฉ รจ stato molto abile nel turlupinare diversi partner politici per la spartizione del potere e, poi, li ha fregati allโ€™ultimo momento. Netanyahu รจ un uomo molto abile, tuttโ€™altro che ingenuo. Oggi, รจ impopolare anche nella destra: farebbero a meno di lui, ma sbarazzarsene sarร  complicatissimo. Mi ha divertito, ma non stupito, sentire Paolo Mieli definire Netanyahu un cane morto. Mi verrebbe voglia di dire: magari, ma non credo lo siaโ€ฆ


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Da sempre tifa Inter. Quando la pazza Inter era la barzelletta del calcio italiano, da commentatore, seppur di parte, non pensa che Moratti, al di lร  di quello che ha vinto, abbia commesso un mucchio di errori e sperperiโ€ฆ?

Noi interisti abbiamo goduto degli sperperi di Moratti. La sua follia รจ stata la nostra gioiaโ€ฆ Diciamo che Marotta, ora presidente della Beneamata, ci ha dato lezioni di sobrietร  e astuzia: speriamo porti qualcosa, ma da sole non bastanoโ€ฆ

Ha, da poco, superata la curva dei settantโ€™anni, e nessun giornaleโ€ฆ Teme di finire nel dimenticatoio?

Puรฒ darsi, anche se mi sta succedendo il contrario: con lโ€™impegno sulla questione mediorientale e il lavoro che sto facendo con Laura Gnocchi sulla memoria partigiana, al momento non riesco a stare fermo e a dormire a casa mia piรน di due notti di filaโ€ฆ Non sento il bisogno, ora come ora, di un giornale su cui scrivereโ€ฆ Al momento, vivo bene senzaโ€ฆ

Dopo aver scritto per i giornali borghesi piรน importanti dโ€™Italia, e diretto il telegiornale piรน seguito, cosโ€™altro le resta da fare?

Tornare ai giornali piccoli, se dovesse capitare. Gli oltre cinque anni trascorsi al Fatto Quotidiano, li ho vissuti quasi come un ritorno a Lotta Continua. Se Travaglio legge questa intervista, sicuramente sโ€™infuria perchรฉ Marco detesta Lotta Continua (รจ colpevolista su Sofri e su Lc ha scritto delle volgaritร ), ed รจ stato uno dei motivi per cui ero titubante se accettare la sua proposta.

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INTESTATO A: MELCHIONDA FRANCESCO

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