LUCA JOSI, UN CRAXIANO TUTTO D’UN PEZZO…!

Diciamolo subito: Bettino Craxi, nonostante gli errori commessi e il vituperio di tanti moralisti della domenica, è stato un gigante della politica italiana.

Chi ha un briciolo di memoria in questo cialtrone e smemorato Paese ricorderà cosa successe il 30 aprile del 1993. Una esigua, ma rumorosa e inferocita folla, forse aizzata, chissà, lanciò vergognosamente monetine, dinanzi all’hotel Raphael, a pochi passi da Piazza Navona, proprio contro Bettino Craxi.

E se qualcuno sperava di inquadrarlo, all’uscita, con qualche mammasantissima del partito, magari pronto a difenderlo o a proteggerlo, sarà rimasto deluso, immagino.

Guardando e riguardando quelle infauste immagini, mi colpì che al suo fianco ci fosse un giovane, poco più che ventenne. Era Luca Josi, all’epoca segretario dei giovani socialisti italiani.

Quando ho deciso di contattarlo mi interessava non solo conoscere la sua storia, politica e umana. Ciò che solleticava la mia curiosità era anche capire come un ragazzo ligure, catapultato nella tentacolare Roma, dove tutto ha un prezzo, per dirla con Giovenale, avesse vissuto quegli anni travolgenti e turbolenti.

E mentre era, forse, partita già la gara dei distinguo, dello sfilarsi, del mettersi in salvo in proprio, o, peggio ancora, di abbandonare la barca socialista, Josi, come pochi altri, …