Aldo Cazzullo

CAZZULLO, IL MARIOLINO CORSO DI VIA SOLFERINO

Aldo Cazzullo, langarolo doc nato negli anni Sessanta, è una delle quattro-cinque firme del giornalismo italiano. A differenza del suo maestro Giorgio Bocca, la sua penna non ha la ferocia, il fuoco, il sarcasmo o, ancora, la cattiveria del cuneese. Ma i suoi articoli, tanti, hanno il merito di farsi leggere. Qualcuno, quando i suoi libri finiscono nelle librerie e nella top ten dei più venduti, storce il naso; i detrattori, non pochi, lo definiscono commerciale. Il lettore, però, sommo e insindacabile giudice del successo o insuccesso altrui, checché se ne dica, lo apprezza. E, giustamente, lo premia. Leggendolo da anni, dapprima sulla Stampa e, ora, sul Corriere, questo provinciale, così legato alle sue origini, mi incuriosiva stanarlo. La sua scrittura un po’ mi ricorda quella del grande Edmondo Berselli: eclettica, profonda, colta, ma, allo stesso tempo, spensierata, proprio come gli anni Sessanta. E così, dopo un inseguimento durato in realtà poche settimane, ci siamo incontrati in un bar, a pochi metri da Piazza Bologna, in un pomeriggio ventoso. Ad essere sincero, non abbiamo passato molto tempo insieme – dovete sapere che il Nostro va sempre di corsa! – ma nell’ora che mi …